NON E’ VERO CHE LA SARDEGNA E’ CHIUSA FINO AL 31 LUGLIO!!

TROPPI EQUIVOCI !!!!!

Questa nota nasce da un equivoco. Quello di un recente decreto del Presidente della Regione Sardegna che proroga fino al 31 luglio lo stato di emergenza nell’isola – verosimilmente per dare il tempo all’Amministrazione di agire con i suoi provvedimenti economici. L’interpretazione data all’esterno di questa disposizione ha provocato un’ondata di annullamenti di prenotazione di viaggi per la Sardegna che gestisce la FASI (Federazione delle Associazioni dei Sardi in Italia). L’equivoco per fortuna è stato tempestivamente chiarito dallo stesso organismo associativo per cui su questo versante non ci dovrebbero più essere contraccolpi.

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ITALIA SI BELLA MA ANCORA COSI’ IMMOBILE

Italia sì bella ma ancora così immobile: dal governo Conte bis l’ennesima conferma
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Abbiamo ritenuto opportuno pubblicare l’intervento della deputata Fucsia Nissoli, eletta nel collegio estero del Nord America, perché il suo articolo rappresenta tutto il disagio dei colleghi e degli operatori del mondo dell’emigrazione italiana per il taglio dei fondi al settore. Ma ciò non toglie che non dovremmo esimerci dal domandarci se abbia o no interesse lo Stato e le sue diramazioni periferiche a investire nei concittadini e loro discendenti residenti all’estero, ed eventualmente in quale direzione, piuttosto che ogni volta piangere sul latte versato.

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AGGIORNAMENTO

” Da organi di stampa apprendiamo che il governo ha stanziato poco più di sei milioni di Euro per gli italiani all’estero. Praticamente quanto spendono per i loro connazionali all’estero tre regioni speciali messe insieme: Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ” (a.a)

PARTIRE E’ UN PO’ MORIR…

Diciamoci la verità. In Italia c’è stata sempre una profonda idiosincrasia nei confronti di chi si muove. Sia che arrivi da fuori – fenomeno per il quale il nostro popolo si è guadagnato il titolo del più razzista d’Europa – sia verso il connazionale che decide di emigrare all’estero, che spesso è dipinto alla stregua di un traditore della patria. Ma è anche vero che la qualifica di razzista contrasta con la fama, che pure godiamo, di gente ospitale e amichevole. Allora che cosa siamo? Siamo una società chiusa, che si pasce della sua chiusura opponendo a chi la osserva o ha semplicemente a che farne l’orgoglio della sua cultura e della sua tradizione oppure, al contrario, mostriamo il volto di una popolazione profondamente depressa e insicura, giusta l’ultima fotografia che ha scattato il Censis.

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