COMUNICATO STAMPA (per L’Unione Sarda) – Convegno di Como, sabato 3 dicembre.

“Occorre che la Regione Sardegna aggiorni al più presto le sue linee politiche nei confronti della grande galassia dei sardi del mondo rispetto alle quali si vede ancora una classe politica distratta e preoccupata di mandare avanti appena una politica ancorata all’assistenzialismo  e ai contributi a pioggia oltre che basata su una burocrazia che, negli anni, non ha mai saputo adeguarsi alle esigenze di un mondo che cambia nonostante l’isola, oggi, possa contare su una popolazione di origine sarda sparsa in tutto il pianeta numericamente superiore a quella residente in Sardegna da cui possono provenire risorse umane utilizzabili per la valorizzazione delle peculiarità locali”

D.S.

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SABATO 3 Dicembre, ore 16:30: CONVEGNO – La Sardegna e i sardi fuori dall’isola. Un rapporto finito?

Sabato 3 dicembre il Circolo Sardegna Como organizza un convegno per analizzare il fenomeno dell’emigrazione sarda.Fra gli interventi previsti quelli del nostro presidente Bastianino Mossa e del nostro presidente onorario Tonino Antonello Mulas, Aldo Aledda, coordinatore del Comitato 11 Ottobre e Domenico Scala, vicepresidente vicario della Consulta dell’Emigrazione. Apre i lavori il presidente del circolo Sardegna Pietro Palmas.

Comunicato Stampa: “Sardi in fuga in Italia e dall’Italia” di Aldo Aledda.

È appena uscito l’ultimo libro di Aldo Aledda, presidente del CEDISE, Sardi in fuga in Italia e dall’Italia che, nelle intenzioni dell’autore rivisita e aggiorna il suo I sardi nel mondo del 1991.  Il lavoro affronta il caso di studio della Sardegna, una terra che è stata quasi assente dai grandi flussi migratori italiani dell’Otto/Novecento – anche quando, fuoriuscendo dal Regno di Sardegna, nel breve periodo che precedette l’Unità di Italia gran parte degli italiani erano censiti dalle dogane straniere come “sardi” –, ma che nel Secondo Dopoguerra ha visto l’esodo di oltre la metà della sua popolazione in direzione dell’Italia continentale e verso l’estero.

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EMIGRAZIONE, PROPOSTA COMITATO 11 OTTOBRE: “GREEN CARD” PER ITALO DISCENDENTI

Roma, 25 mag – Una Green Card all’italiana per gli italo-discendenti e per gli italici, sotto forma di visto a tempo indeterminato o permanente. È stato questo il focus della riunione di un apposito gruppo di lavoro istituito dal Comitato 11 ottobre di iniziativa per gli italiani all’estero, svoltosi a Roma il 24 maggio nella sede dell’istituto Tagliacarne, con la partecipazione di alcuni parlamentari italiani eletti all’estero che provvederanno a stendere un apposito progetto di legge. La riunione – introdotta dai senatori eletti all’estero del Pd Fabio Porta, garante del Comitato, e di Italia Viva Laura Garavini – è servita a discutere la relazione del Coordinatore del Comitato 11 ottobre Aldo Aledda. Tra le linee recepite vi è “l’integrazione nella società italiana dei giovani discendenti dagli emigrati italiani all’estero, siano essi o non in possesso della cittadinanza italiana, allo scopo di contrastare i fenomeni di spopolamento delle aree più periferiche del paese e il crescente invecchiamento della popolazione residente dovuta soprattutto alla denatalità che pone l’Italia al primo posto in Europa”. Altro obiettivo è quello di “contribuire ad accrescere le capacità di attrazione dell’Italia sul mercato delle professionalità, dell’imprenditoria e delle intelligenze, facilitando anche l’ingresso degli ‘italici’, ossia di coloro che, secondo la definizione corrente, si riconoscono nei valori fondanti della cultura del nostro paese e del quale vorrebbero fare parte integrante”. (SEGUE)

Riunito il Comitato 11 ottobre di iniziativa per gli italiani nel mondo

ROMA\ aise\ – Si è riunito oggi il Coordinamento del “Comitato 11 Ottobre d’iniziativa per gli italiani nel mondo” allo scopo di riprendere l’attività dopo la lunga pausa che ha visto il Paese impegnato a fronteggiare la diffusione del Covid 19.
“La ripresa in atto non deve impedire di prendere in considerazione alcune code della pandemia che non hanno mancato di incidere anche sulle comunità degli italiani all’estero. A questo proposito si segnalano due aspetti che meritano l’attenzione delle istituzioni”, spiega il Comitato in una nota.

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