NON E’ VERO CHE LA SARDEGNA E’ CHIUSA FINO AL 31 LUGLIO!!

TROPPI EQUIVOCI !!!!!

Questa nota nasce da un equivoco. Quello di un recente decreto del Presidente della Regione Sardegna che proroga fino al 31 luglio lo stato di emergenza nell’isola – verosimilmente per dare il tempo all’Amministrazione di agire con i suoi provvedimenti economici. L’interpretazione data all’esterno di questa disposizione ha provocato un’ondata di annullamenti di prenotazione di viaggi per la Sardegna che gestisce la FASI (Federazione delle Associazioni dei Sardi in Italia). L’equivoco per fortuna è stato tempestivamente chiarito dallo stesso organismo associativo per cui su questo versante non ci dovrebbero più essere contraccolpi.

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CONTRIBUTO di Alberto Tafner (Ass. TRENTINI NEL MONDO)

Riportiamo il contributo dell’assente Alberto Tafner (Presidente dell’associazione Trentini nel Mondo):

Devo dire che  quando mi è stato proposto dall’amico Aldo di parlare di “associazionismo come collante tra le persone” mi è sembrata una materia  facilmente argomentabile anche per chi non è esattamente uno specialista nel campo. Poi però, cercando di ragionare un po’ più approfonditamente sull’argomento, sono emerse tutte le complessità e le difficoltà di un mondo che coinvolge circa il 10% degli italiani.

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COMUNICATO STAMPA

Italiani all’estero e sistema paese. Risorse . Investimenti. Prospettive.

TAVOLA ROTONDA

COMUNICATO STAMPA

Un folto e appassionato pubblico di esperti e operatori ha avuto modo di confrontarsi sul tema della tavola rotonda organizzata inizialmente alla Sala stampa della Camera dei Deputati e poi spostata alla Galleria della Pigna per l’inagibilità delle strutture pubbliche a causa dei problemi sanitari del coronavirus (spostamento che è risultato di qualche piccolo e involontario disguido organizzativo, mentre l’allarme generale ha impedito qualche partecipazione dal Nord Italia).

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COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

(Roma, 26 febbraio 2020)

Gli interventi finanziari pubblici dello stato e delle regioni a favore delle iniziative e degli organismi degli italiani all’estero si sono ridotti ulteriormente con la legge di stabilità, passando, nel giro di un ventennio dai 200 miliardi di lire – calcolati nel 2001 dalla cabina di regia della Conferenza Stato Regioni CGIE ­– a qualche decina di migliaia di euro attuali. Logica conseguenza di una finanza pubblica in affanno che sacrifica spese ritenute non prioritarie o scetticismo di circoli governativi sulla possibilità di contare, per esempio, per l’affermazione nel mondo del Made in Italy o della sua cultura su una vasta platea di italiani e loro discendenti calcolata in 80 milioni di persone e in circa 250 milioni di “italici”? Forse l’uno e l’altro?

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