Tutti gli articoli di comitato11ottobre

Contributo di María Soledad Balsas

Ma tu l’italiano lo capisci?

Sugli italo-argentini se ne sentono di tutti i colori… Dato che sono anch’io un’italo-argentina, voglio dire la mia sulla “cittadinanza linguistica”.

Per quel che riguarda la percepita inadeguatezza delle nostre abilità linguistiche, è interessante far notare che nei discorsi che si sentono in giro viene spesso posto come un problema “individuale” da risolvere in “privato”. Gli aspetti strutturali – storici tra l’altro – vengono in genere trascurati. Sarebbe come cercare di spiegare l’analfabetismo in base alle predisposizioni psicologiche dell’analfabeta.

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COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Si è riunito a Roma il Coordinamento del “Comitato 11 ottobre d’iniziativa per gli italiani nel mondo” che, oltre a occuparsi dell’assetto organizzativo, ha approfondito il tema delle risorse finanziarie pubbliche a favore degli italiani all’estero, anche alla luce della recente approvazione della legge di bilancio.

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ITALIA SI BELLA MA ANCORA COSI’ IMMOBILE

Italia sì bella ma ancora così immobile: dal governo Conte bis l’ennesima conferma
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Abbiamo ritenuto opportuno pubblicare l’intervento della deputata Fucsia Nissoli, eletta nel collegio estero del Nord America, perché il suo articolo rappresenta tutto il disagio dei colleghi e degli operatori del mondo dell’emigrazione italiana per il taglio dei fondi al settore. Ma ciò non toglie che non dovremmo esimerci dal domandarci se abbia o no interesse lo Stato e le sue diramazioni periferiche a investire nei concittadini e loro discendenti residenti all’estero, ed eventualmente in quale direzione, piuttosto che ogni volta piangere sul latte versato.

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AGGIORNAMENTO

” Da organi di stampa apprendiamo che il governo ha stanziato poco più di sei milioni di Euro per gli italiani all’estero. Praticamente quanto spendono per i loro connazionali all’estero tre regioni speciali messe insieme: Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ” (a.a)

PARTIRE E’ UN PO’ MORIR…

Diciamoci la verità. In Italia c’è stata sempre una profonda idiosincrasia nei confronti di chi si muove. Sia che arrivi da fuori – fenomeno per il quale il nostro popolo si è guadagnato il titolo del più razzista d’Europa – sia verso il connazionale che decide di emigrare all’estero, che spesso è dipinto alla stregua di un traditore della patria. Ma è anche vero che la qualifica di razzista contrasta con la fama, che pure godiamo, di gente ospitale e amichevole. Allora che cosa siamo? Siamo una società chiusa, che si pasce della sua chiusura opponendo a chi la osserva o ha semplicemente a che farne l’orgoglio della sua cultura e della sua tradizione oppure, al contrario, mostriamo il volto di una popolazione profondamente depressa e insicura, giusta l’ultima fotografia che ha scattato il Censis.

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DATI SUI RIENTRI DEL GRUPPO CONTROESODO

Un articolo di Repubblica sugli studi del Gruppo Controesodo mostra quanto burocratizzare e utilizzare le leve fiscali per attrarre cervelli in fuga rappresenti un buco nell’acqua. Vedasi il seguente articolo a proposito del bicchiere mezzo vuoto costituito dalla metà dei destinatari dei vantaggi che decide di ripartire dopo aver provato a rientrare in Italia :

Cervelli di ritorno in Italia, la metà è già ripartita per l’estero

Buona Lettura!

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