COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

(Roma, 26 febbraio 2020)

Gli interventi finanziari pubblici dello stato e delle regioni a favore delle iniziative e degli organismi degli italiani all’estero si sono ridotti ulteriormente con la legge di stabilità, passando, nel giro di un ventennio dai 200 miliardi di lire – calcolati nel 2001 dalla cabina di regia della Conferenza Stato Regioni CGIE ­– a qualche decina di migliaia di euro attuali. Logica conseguenza di una finanza pubblica in affanno che sacrifica spese ritenute non prioritarie o scetticismo di circoli governativi sulla possibilità di contare, per esempio, per l’affermazione nel mondo del Made in Italy o della sua cultura su una vasta platea di italiani e loro discendenti calcolata in 80 milioni di persone e in circa 250 milioni di “italici”? Forse l’uno e l’altro?

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Contributo di María Soledad Balsas

Ma tu l’italiano lo capisci?

Sugli italo-argentini se ne sentono di tutti i colori… Dato che sono anch’io un’italo-argentina, voglio dire la mia sulla “cittadinanza linguistica”.

Per quel che riguarda la percepita inadeguatezza delle nostre abilità linguistiche, è interessante far notare che nei discorsi che si sentono in giro viene spesso posto come un problema “individuale” da risolvere in “privato”. Gli aspetti strutturali – storici tra l’altro – vengono in genere trascurati. Sarebbe come cercare di spiegare l’analfabetismo in base alle predisposizioni psicologiche dell’analfabeta.

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COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Si è riunito a Roma il Coordinamento del “Comitato 11 ottobre d’iniziativa per gli italiani nel mondo” che, oltre a occuparsi dell’assetto organizzativo, ha approfondito il tema delle risorse finanziarie pubbliche a favore degli italiani all’estero, anche alla luce della recente approvazione della legge di bilancio.

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DATI SUI RIENTRI DEL GRUPPO CONTROESODO

Un articolo di Repubblica sugli studi del Gruppo Controesodo mostra quanto burocratizzare e utilizzare le leve fiscali per attrarre cervelli in fuga rappresenti un buco nell’acqua. Vedasi il seguente articolo a proposito del bicchiere mezzo vuoto costituito dalla metà dei destinatari dei vantaggi che decide di ripartire dopo aver provato a rientrare in Italia :

Cervelli di ritorno in Italia, la metà è già ripartita per l’estero

Buona Lettura!

DOCUMENTO FINALE seminario SARDI, POCHI, VECCHI E IN FUGA

(Cagliari, 29 giugno 2019) Ai giovani deve essere consentito di recarsi a studiare e lavorare all’estero senza alcun pregiudizio o pressioni sociali di alcun tipo, anche da parte delle istituzioni nella misura in cui vorrebbero scoraggiarli con programmi d’impiego fasulli e illusori. Nella misura in cui i flussi migratori presentano fisiologicamente una quota di rientro che si aggira tra il terzo e la metà degli espatriati, la soluzione migliore è fare in modo che la parte di loro orientata a ripercorrere all’inverso la strada dell’emigrazione possa farlo senza intralci, anzi vada incoraggiata in tutti i modi.

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